Italiano/Trascrizione fonetica inglese
Trascrizione fonetica inglese online
Scrivi una parola inglese e leggi la sua trascrizione fonetica nell’alfabeto fonetico internazionale (IPA). Molti cercano un «traduttore fonetico inglese»: questo strumento non traduce il significato, scrive la pronuncia, con un simbolo per ogni suono.
Come leggere il risultato
- Le barre oblique indicano una pronuncia, non un’ortografia: through si scrive con sette lettere e si dice con tre suoni, /ˈθɹu/.
- Il segno ˈ precede la sillaba accentata, quella detta più forte e più a lungo. In italiano l’accento si scrive solo quando cade sull’ultima vocale, come in città; in inglese non si scrive mai, e si sposta tra parole della stessa famiglia, insieme alle vocali: photograph /ˈfoʊtəˌɡɹæf/, photographer /fəˈtɑɡɹəfɚ/, photographic /ˌfoʊtəˈɡɹæfɪk/. Il segno ˌ indica un accento secondario, più debole. Le trascrizioni americane di questa pagina mettono ˈ anche davanti alle parole di una sillaba: heat /ˈhit/.
- Il segno ː indica una vocale lunga. Lo vedi soprattutto nelle trascrizioni britanniche: sheep /ʃiːp/. Quelle americane spesso lo omettono: /ˈʃip/. In italiano la lunghezza di una vocale non distingue due parole; in inglese, insieme al timbro, sì: ship e sheep sono parole diverse.
- Americano o britannico. Il menu a tendina accanto al pulsante propone English (US) e English (UK). La differenza più visibile è la r dopo una vocale: water si dice /ˈwɔtɚ/ in americano e /wɔːtə/ in britannico.
- Perché /ə/ ovunque. Lo schwa è la vocale più frequente dell’inglese: quasi ogni sillaba senza accento si riduce a /ə/. In italiano banana ha tre a piene; in inglese, banana /bəˈnænə/ ne ha una sola.
- Ogni simbolo del risultato è un link. Cliccalo per aprire la sua pagina: come si forma il suono, dove va la lingua, esempi (pagine in inglese). Se i simboli sono nuovi per te, comincia dalla guida per leggere la trascrizione fonetica inglese o dalla tabella dei simboli fonetici inglesi.
In italiano si dice anche AFI, alfabeto fonetico internazionale; IPA è la sigla inglese, ed è lo stesso alfabeto dei dizionari d’inglese. Le trascrizioni di questa pagina vengono da un dizionario di pronuncia; il convertitore può scrivere la stessa parola in modo un po’ diverso, per esempio con o senza ː. Entrambe descrivono la stessa pronuncia.
Dieci parole inglesi che gli italiani pronunciano male
Ogni parola mostra un errore frequente tra chi parla italiano, e la causa è sempre la stessa: la lingua madre sostituisce il suono che le manca con il più vicino che conosce. Tutti questi errori sono spiegati nella guida agli errori di pronuncia inglese degli italiani.
Tra parentesi quadre, [ ], la pronuncia tipica di chi parla italiano; tra barre, / /, quella inglese.
- bigspesso detto [ˈbiɡə]
- americano
- /ˈbɪɡ/
- britannico
- /bɪɡ/
Quasi tutte le parole italiane finiscono in vocale, e la consonante finale si porta dietro una piccola vocale: «big-a», «I’m-a going». Chiudi sulla g e fermati lì. Se la parola dopo comincia per vocale, attaccala: big apple diventa «bi-gapple».
- hotelspesso detto [oˈtɛl]
- americano
- /hoʊˈtɛl/
- britannico
- /həʊˈtɛl/
In italiano hotel si dice senza h. In inglese l’h si sente: è solo un soffio, come quando appanni uno specchio. E la o non resta ferma, scivola verso u.
- thinkspesso detto [tiŋk] o [fiŋk]
- americano
- /ˈθɪŋk/
- britannico
- /θɪŋk/
La th diventa t, a volte f, e thick si confonde con tick. Metti la punta della lingua tra i denti e soffia senza fermare l’aria.
- shipspesso detto [ʃip]
- americano
- /ˈʃɪp/
- britannico
- /ʃɪp/
Con la i italiana, ship (nave) diventa sheep (pecora). La vocale di ship è più breve e più rilassata, a metà strada tra la i e la e italiane.
- cupspesso detto [kap]
- americano
- /ˈkʌp/
- britannico
- /kʌp/
La a italiana deve coprire tre vocali inglesi: quelle di cap, cup e cart. Per cup tieni la vocale breve e rilassata, un po’ più chiusa della a italiana.
- bananaspesso detto [baˈnana]
- americano
- /bəˈnænə/
- britannico
- /bəˈnɑːnə/
Si scrive come in italiano, ma solo la sillaba accentata tiene la vocale piena. Le altre due si riducono a schwa, una vocale breve e neutra che l’italiano non ha.
- comfortablespesso detto «com-for-ta-ble», con tutte le vocali piene
- americano
- /ˈkʌmfɚtəbəl/
- britannico
- /ˈkʌmftəbəl/
L’accento cade sulla prima sillaba e il resto si riduce: quattro sillabe in americano, tre in britannico. Le parole che somigliano all’italiano spesso hanno l’accento altrove: confortevole lo ha sulla terza.
- walkedspesso detto [ˈwalkɛd]
- americano
- /ˈwɔkt/
- britannico
- /wɔːkt/
Una sola sillaba: la l non si pronuncia, e dopo k la desinenza -ed è solo una t. Diventa una sillaba in più soltanto dopo t o d, come in wanted.
- singspesso detto [siŋɡ]
- americano
- /ˈsɪŋ/
- britannico
- /sɪŋ/
In italiano il suono della n di banca e fango c’è solo prima di una k o di una g, che si pronuncia sempre. In inglese ng finisce lì: tienilo come un ronzio e lascialo spegnere.
- redspesso detto [rɛd]
- americano
- /ˈɹɛd/
- britannico
- /ɹɛd/
La r italiana vibra con la punta della lingua. Per la r inglese la punta si alza verso il palato senza toccarlo, e non vibra niente.
Cosa manca all’italiano, e le trappole dell’ortografia
L’italiano ha sette vocali, e la lunghezza di una vocale non distingue due parole. L’inglese ha più vocali, usa la differenza tra vocali lunghe e brevi e riduce le sillabe senza accento a schwa, che in italiano non esiste. Ha anche suoni che l’italiano non usa affatto, come h e th. Ecco i suoni inglesi che l’italiano non ha o confonde, e il suono italiano che di solito prende il loro posto.
- /h/heat · hold
Il più vicino in italiano: nessuno: l’h di «ho» e «hanno» è muta
Senza h, heat diventa eat e hold diventa old. E a volte compare dove non c’è, tra due vocali: go away, she isn’t.
- /θ ð/think · this
Il più vicino in italiano: t e d, a volte f
thick e tick, then e den si confondono. La t e la d italiane si fanno già con la lingua contro i denti: per la th basta spingerla un po’ più avanti e non fermare l’aria.
- /ɪ iː/ship · sheep
Il più vicino in italiano: la i di «vino»
Una vocale italiana per due inglesi: ship e sheep, fit e feet.
- /ʊ uː/full · fool
Il più vicino in italiano: la u di «luna»
Lo stesso con la u: full e fool, look e Luke.
- /æ ʌ ɑː/cat · cut · cart
Il più vicino in italiano: la a di «casa»
Una a per tre vocali. E a volte la vocale di cat diventa una e aperta, così bad e bed si confondono.
- /ə/about
Il più vicino in italiano: nessuno
L’italiano dà a ogni vocale scritta il suo valore pieno. L’inglese riduce a schwa quasi tutte le sillabe senza accento, qualunque lettera le scriva.
- /ŋ/sing · long
Il più vicino in italiano: la n di «banca»
In italiano arriva solo prima di k o g, e la g si sente: sing tende a diventare «sing-g».
- /ɹ/red · very
Il più vicino in italiano: nessuno: la r italiana vibra
Una r vibrata raramente cambia il senso di una parola, ma in americano la r si pronuncia anche dopo una vocale, quindi torna di continuo.
- /p t k/pin · ten · cold
Il più vicino in italiano: p, t e k italiane, senza soffio
In inglese p, t e k all’inizio di una sillaba accentata sono seguite da un piccolo soffio d’aria. Senza, pin può sembrare bin. Prova con un foglio davanti alla bocca: con pin deve muoversi.
Le abitudini di lettura dell’italiano
- Le lettere mute. L’italiano pronuncia quasi tutte le lettere che scrive; l’eccezione più evidente è l’h. L’inglese no: walk /ˈwɔk/ non ha la l, island /ˈaɪlənd/ non ha la s, listen /ˈlɪsən/ non ha la t. Letto all’italiana, walk diventa [walk].
- La desinenza -ed. Dopo un suono sordo come k si dice t, dopo uno sonoro d, e diventa una sillaba solo dopo t o d: walked /ˈwɔkt/ ha una sillaba, wanted /ˈwɔntɪd/ due. Letto all’italiana, boiled diventa [ˈbɔilɛd].
- Le doppie. In italiano una consonante doppia si sente: fato e fatto sono due parole. In inglese la doppia è solo grafia: happy /ˈhæpi/ ha una p breve, come se fosse scritta con una sola.
- La s prima di m, n e l. In italiano la s davanti a una consonante sonora è sempre sonora, /z/: sbaglio, smettere, slitta. In inglese resta /s/: small /ˈsmɔl/ comincia con un sibilo, non con un ronzio, mentre all’italiana diventa [zmɔl].
- Le parole inglesi già italiane. Computer, weekend, hotel: le senti ogni giorno con la pronuncia italiana, e proprio per questo sembrano giuste. Computer in italiano è [komˈpjuter]; in inglese è /kəmˈpjutɚ/, con uno schwa nella prima sillaba e, in americano, la r alla fine.
Alcuni suoni inglesi, invece, l’italiano li ha già: /ʃ/ in scena, /tʃ/ in ciao, /dʒ/ in giorno. E l’Italia non ha un solo accento: chi viene dalla Toscana, per esempio, ha un vantaggio con l’h, perché nella gorgia toscana la c tra due vocali, come in «la casa», diventa un soffio molto vicino all’h inglese. Il suono più difficile resta la th, che ha una guida a parte: come si pronuncia th in inglese.
La trascrizione su qualsiasi testo, senza copia e incolla
Questo convertitore serve a cercare una parola. L’app desktop IPAtics fa la stessa cosa in qualsiasi programma in cui leggi, con la pronuncia da ascoltare, su Windows e Mac.
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Domande frequenti
Per approfondire
- Come leggere la trascrizione fonetica inglese
- Simboli fonetici inglesi: tabella IPA con esempi
- Pronuncia inglese per italiani: gli errori tipici
- Come si pronuncia th in inglese: /θ/ e /ð/
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