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Pronunciation

Pronuncia inglese per italiani: gli errori tipici

13 min di letturaIPAtics Team

"I'm-a going." "I 'ave a question." Walk detto con la l. Se sei italiano le conosci, e se insegni inglese a Milano, a Roma o a Napoli le senti ogni settimana.

Nessuno di questi errori è casuale: ognuno è una regola della pronuncia italiana applicata a una parola inglese. Quasi tutti nascono da due fatti. L'italiano si legge più o meno come si scrive, e chi lo parla si fida delle lettere; l'inglese no. E l'italiano ha sette vocali, nessuno schwa e nessuna vocale lunga che distingua una parola da un'altra, mentre l'inglese ha bisogno di tutte e tre le cose.

Questa guida prende i punti difficili uno alla volta: cosa fa l'inglese, cosa fa l'italiano e cosa esercitare. Alison Duguid, autrice del capitolo sugli italiani in Learner English di Swan e Smith, sottolinea quanto l'Italia sia varia da regione a regione, e la guida segnala dove un accento regionale cambia le cose.

Le trascrizioni. Le tabelle riportano la forma americana e quella britannica di un dizionario di pronuncia che IPAtics cura, copiate così come sono. La colonna americana mette il segno d'accento ˈ anche nelle parole di una sillaba e non segna la lunghezza; quella britannica segna la lunghezza con ː e spesso non mette l'accento. Se i simboli ti sono nuovi, comincia dalla tabella dei simboli fonetici inglesi.

Le vocali: sette in italiano, molte di più in inglese

L'italiano ha sette vocali, e la loro lunghezza non distingue le parole. Diverse vocali inglesi cadono tra due vocali italiane: l'orecchio le archivia sotto quella più vicina, e le coppie si fondono.

ship e sheep, full e fool

EsempioIPA americanoIPA britannicoLa vocale
ship/ˈʃɪp//ʃɪp/breve, rilassata
sheep/ˈʃip//ʃiːp/lunga, tesa
hit/ˈhɪt//hɪt/breve, rilassata
heat/ˈhit//hiːt/lunga, tesa
full/ˈfʊl//fʊl/breve, rilassata
fool/ˈful//fuːl/lunga, tesa
look/ˈlʊk//lʊk/breve, rilassata
Luke/ˈluk//luːk/lunga, tesa

La i italiana è vicina alla vocale di sheep, quindi ship scivola verso di essa. Per /ɪ/, rilassa la lingua e abbassala un poco, a metà strada tra la i e la e, e tienila breve. Per /ʊ/ fai lo stesso dalla u verso la o, con le labbra appena arrotondate.

cat, cut e cart

La a italiana copre tre vocali inglesi. E c'è una seconda trappola: anche bad e bed possono confondersi.

EsempioIPA americanoIPA britannicoLa vocale
cat/ˈkæt//kæt/aperta, davanti
cut/ˈkʌt//kʌt/breve, centrale
cart/ˈkɑɹt//kɑːt/lunga, indietro
bad/ˈbæd//bæd/aperta, davanti
bed/ˈbɛd//bɛd/semiaperta
man/ˈmæn//mæn/aperta, davanti
men/ˈmɛn//mɛn/semiaperta

Per /æ/, stira le labbra e apri la mascella più che per la e aperta di bello, con la lingua in avanti. Per /ʌ/, di' una a breve e rilassata, con la bocca aperta solo a metà. Per /ɑː/, apri molto e porta la lingua indietro. La pagina del suono /æ/ e quella del suono /ʌ/ li fanno ascoltare.

Lo schwa: non tutte le vocali scritte sono piene

L'italiano dà a ogni vocale scritta il suo valore pieno, accentata o no. L'inglese riduce quasi tutte le vocali senza accento allo schwa /ə/, qualunque sia la lettera che le scrive. Lette all'italiana, lemon esce con una o piena e sugar con una a piena:

EsempioIPA americanoIPA britannicoLa vocale debole si scrive
lemon/ˈlɛmən//lɛmən/o
sugar/ˈʃʊɡɚ//ʃʊɡə/ar
water/ˈwɔtɚ//wɔːtə/er
banana/bəˈnænə//bənɑːnə/a, a
problem/ˈpɹɑbləm//pɹɒbləm/e
television/ˈtɛləˌvɪʒən//tɛləvɪʒən/e, o

Lo schwa è breve e debole, con mascella e lingua a riposo. Banana mostra lo schema: una sillaba forte tra due deboli. Chi parla napoletano ha un vantaggio: in napoletano le vocali finali senza accento si riducono proprio a uno schwa. La guida allo schwa approfondisce, e la pagina del suono /ə/ lo fa ascoltare.

Lettere mute, doppie e la -ed

La stessa fiducia nell'ortografia fa pronunciare lettere che l'inglese lascia mute:

EsempioIPA americanoIPA britannicoMuta
walk/ˈwɔk//wɔːk/l
half/ˈhæf//hɑːf/l
could/ˈkʊd//ˈkʊd/l
island/ˈaɪlənd//ˈaɪlənd/s
listen/ˈlɪsən//lɪsən/t
castle/ˈkæsəl//kɑːsl̩/t

Le doppie sono l'altra metà del problema. In italiano fato e fatto sono due parole diverse; in inglese una doppia scritta si pronuncia come una consonante sola, come mostra la trascrizione:

EsempioIPA americanoIPA britannico
happy/ˈhæpi//hæpi/
dinner/ˈdɪnɚ//dɪnə/
coffee/ˈkɑfi//kɒfi/
summer/ˈsʌmɚ//sʌmə/

La desinenza del passato -ed è il caso più frequente di lettera "di troppo". Tranne dopo /t/ e /d/, è una sola /t/ o /d/, non una sillaba in più: boiled ha una sillaba sola.

EsempioIPA americanoIPA britannicoSillabe
walked/ˈwɔkt//wɔːkt/una
played/ˈpleɪd//pleɪd/una
boiled/ˈbɔɪld//bɔɪld/una
needed/ˈnidəd//niːdɪd/due

La vocale finale: big-a, dog-a

Quasi tutte le parole italiane finiscono in vocale. Quelle inglesi spesso finiscono in consonante, e chi parla italiano tende a rilasciarla con una piccola vocale dopo, soprattutto nelle parole dette da sole: big diventa "big-a", dog "dog-a".

EsempioIPA americanoIPA britannicoFinisce in
big/ˈbɪɡ//bɪɡ//ɡ/
dog/ˈdɔɡ//dɒɡ//ɡ/
stop/ˈstɑp//stɒp//p/
black/ˈblæk//blæk//k/
club/ˈklʌb//klʌb//b/

Due tecniche aiutano. La prima: chiudi la parola sulla consonante. Chiudi le labbra per /p/ e /b/, alza la lingua per /k/, /ɡ/ e /d/, e fermati lì, senza far uscire una vocale. La seconda: collega. Se la parola dopo comincia per vocale, attacca la consonante alla vocale che segue: big apple diventa "bi-gapple", come una sillaba italiana.

La h: scritta in italiano, assente in bocca

L'italiano scrive la h in ho, hanno e hotel e non la pronuncia mai. Senza una /h/ propria, l'italiano lascia cadere quella inglese; e alcuni, consapevoli del problema, ne aggiungono una dove non c'è, spesso tra due vocali. Toglierla trasforma una parola in un'altra:

EsempioIPA americanoIPA britannicoSenza h
heat/ˈhit//hiːt/eat
hold/ˈhoʊld//həʊld/old
hate/ˈheɪt//heɪt/eight
heart/ˈhɑɹt//hɑːt/art
hall/ˈhɔl//hɔːl/all

La /h/ inglese è un soffio a bocca aperta, già nella posizione della vocale che segue. Soffia un "ha" come per appannare uno specchio e tieni una mano davanti alla bocca: su heat senti l'aria calda, su eat quasi niente. Chi è di Firenze parte avvantaggiato: nella gorgia toscana la c di la casa diventa un soffio molto simile. La pagina del suono /h/ ha altre parole per esercitarti.

La th: t e d

L'italiano non ha i suoni della th, e i sostituti abituali sono /t/ e /d/, a volte /f/ per quello sordo. La t e la d italiane si fanno già con la lingua contro i denti: la posizione è vicina, cambia il modo.

EsempioIPA americanoIPA britannicoSuono
thick/ˈθɪk//θɪk//θ/
tick/ˈtɪk//tɪk//t/
then/ˈðɛn//ðɛn//ð/
den/ˈdɛn//dɛn//d/

Parti dalla t italiana, porta la punta della lingua un po' più avanti, tra i denti, e invece di fermare l'aria soffiala fuori: è /θ/. Con la voce diventa /ð/. Il resto è nella guida su come si pronuncia la th in inglese.

La o di no: un dittongo

In italiano una vocale scritta con una sola lettera resta una vocale sola. In inglese la o di no, home e cold è /oʊ/ in americano e /əʊ/ in britannico: una vocale che scivola verso la u. Detta con la o ferma dell'italiano, suona subito italiana.

EsempioIPA americanoIPA britannico
no/ˈnoʊ//nəʊ/
home/ˈhoʊm//həʊm/
don't/ˈdoʊnt//dəʊnt/
road/ˈɹoʊd//ɹəʊd/

Consonanti: ng, s e il soffio

sing, non sing-g. L'italiano ha il suono [ŋ] solo davanti a una c o a una g (banca, fango), quindi arriva sempre con una /k/ o una /ɡ/ dopo. In inglese /ŋ/ può stare da solo: sing è /ˈsɪŋ/ e singing è /ˈsɪŋɪŋ/, senza nessuna g che si senta. Tieni la ng come un ronzio, con il dorso della lingua contro il palato molle, e lascia sfumare il suono. La pagina del suono /ŋ/ ha l'audio.

small, non zmall. In italiano la s davanti a una consonante sonora è sempre sonora: sbaglio, smettere. In inglese resta /s/, quindi small /ˈsmɔl/ e slim /ˈslɪm/ non cominciano con un ronzio. Metti due dita sulla gola e comincia con un sibilo lungo, senza voce: "sssss-mall". Niente deve vibrare prima della m.

pin, non bin. All'inizio di una sillaba accentata, /p/, /t/ e /k/ inglesi hanno un piccolo soffio d'aria; quelle italiane no, e senza soffio pin può sembrare bin. Di' pin con un foglio davanti alla bocca: deve muoversi.

L'accento di parola e il ritmo

L'italiano ha l'accento di parola come l'inglese, ma le parole che sembrano familiari spesso lo portano su un'altra sillaba:

EsempioIPA americanoIPA britannicoIn italiano
animal/ˈænəməl//ænɪməl/a-ni-MA-le
problem/ˈpɹɑbləm//pɹɒbləm/pro-BLE-ma
family/ˈfæməli//fæmli/fa-MI-glia
chocolate/ˈtʃɔklət//t͡ʃɒklət/cioc-co-LA-to
interesting/ˈɪntɹəstɪŋ//ɪntɹəstɪŋ/in-te-res-SAN-te
vegetable/ˈvɛdʒtəbəl//vɛd͡ʒtəbəl/ve-ge-TA-le

Le voci britanniche non segnano l'accento, ma tutte e sei le parole inglesi sono accentate sulla prima sillaba in entrambe le varietà. Il resto della parola si indebolisce, e chocolate e vegetable perdono addirittura una sillaba che la scrittura conserva.

Le frasi funzionano allo stesso modo. In I want to go to the cinema il ritmo lo danno le parole piene, mentre la vocale di to e di the si riduce a uno schwa veloce. Dare a ogni sillaba una vocale piena nasconde quali parole portano il significato.

La r

La r italiana è vibrante: la punta della lingua batte sugli alveoli, subito dietro i denti di sopra. In quella inglese la punta si alza verso il palato senza toccarlo. Per trovarla, di' una "iiii" lunga e piega piano la punta in su e indietro. Nell'inglese britannico standard, poi, la r non si pronuncia se non la segue una vocale: car è /kɑː/. L'americano invece la pronuncia: /ˈkɑɹ/. Le altre differenze tra i due accenti sono nel confronto tra IPA americano e britannico, in inglese.

Per gli insegnanti: cosa correggere prima

  1. Le vocali: ship e sheep, poi cat, cut e cart. Comincia dall'ascolto: chi non sente la differenza non può esercitarla.
  2. Schwa e accento, insieme. Segnare la sillaba accentata di ogni parola nuova corregge anche le pronunce "lette".
  3. Le consonanti finali senza la vocale aggiunta.
  4. La h, correggendo quella aggiunta come quella che cade.
  5. th, ng e il soffio quando si presentano.

Anche una classe di soli italiani non ha un solo accento: uno studente di Firenze e uno di Bari partono da punti diversi. Il lavoro in coppia sulle coppie minime trasforma ogni punto in un gioco d'ascolto: uno dice una parola, l'altro la indica. Altre coppie sono nell'elenco delle coppie minime inglesi che confondono di più.

Un piano di quattro settimane

  1. Settimana 1: le vocali. Prima ship e sheep, poi cat, cut e cart.
  2. Settimana 2: schwa e accento. Venti parole di uso quotidiano: trova la sillaba accentata, indebolisci il resto.
  3. Settimana 3: i finali. Consonanti finali senza vocale aggiunta, e -ed senza sillaba in più.
  4. Settimana 4: h e th. Una mano davanti alla bocca per /h/, la lingua tra i denti per /θ/ e /ð/.

Registrati ogni settimana e riascoltati: mentre parli non senti il tuo accento, su una registrazione sì. La tecnica dello shadowing, spiegata in inglese, ne fa una routine quotidiana.

Prova da solo

Se la trappola è la scrittura, la soluzione è la trascrizione. Scrivi le parole dubbie nel convertitore da inglese a IPA e scegli inglese americano o britannico. Se leggi in inglese al computer, IPAtics mostra la trascrizione di qualsiasi testo selezionato, in qualsiasi applicazione, con una scorciatoia da tastiera, e pronuncia la parola: così controlli una vocale o una lettera muta mentre leggi. Funziona su macOS e Windows e ha un piano gratuito. Questa guida esiste anche in inglese.

Fonti

Disponibile anche in English.

pronuncia ingleseerrori di pronunciaitalianiaccento italianoIPAcoppie minime

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